Archivio per la categoria ‘Distribuzione’

mar
06
2010
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Zero Tolerance on Piracy

Schermata 2010-03-04 a 20.47.28.png Livestream ha lanciato negli scorsi giorni una campagna di Tolleranza Zero nei confronti della pirateria, pubblicando una lunga riflessione in merito firmata dal suo CEO Max Haot.

Un chiaro messaggio agli utilizzatori della popolare piattaforma di streaming dal vivo, ai concorrenti, soprattutto a Justin.tv, ma penso anche ai potenziali clienti della piattaforma.

mar
05
2010
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I soldi sono i muscoli di Dio

Non so se qualcuno se ne è accorto ma ultimamente ho preso l’abitudine di titolare i post su questo blog con parafrasi di titoli di film o con citazioni dagli stessi, qualcuno si ricorda per caso da dove viene il titolo di questo post?

Detto questo la mia crescente passione per gli infographic è rimasta stupita questa mattina dalla scoperta di questa bellissima immagine che riassume “alcune statistiche da dietro le quinte” dell’industria del cinema americana, sottolineando quanto, nonostante la crisi, l’industria del cinema sia più che fiorente.

Da notare: al punto 3), le quote di mercato del 2009, il 4) peso del mercato Europeo (più Medio Oriente e Africa) quasi equivalente a quello del mercato USA, la 5) distribuzione del prezzo del biglietto tra esercenti (45%) e studios (55%) che a loro volta spendono il 21% del totale in ADV, il 17% in produzione, l’11% in distribuzione e il 6% per gli attori, la 6) con Bay che guadagna più di Cameron (ma non ci credo).

Film industry by the numbers
Via: Online MBA

mar
04
2010
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Colpo di Fulmine – 9 minuti del film e Traielr Italiano

Su ScreenWEEK.it abbiamo presentato in esclusiva i primi nove minuti di Colpo di Fulmine - Il mago della truffa e il trailer del film, tutti e due i video sono anche qui sotto.

Il titolo italiano scelto dalla Lucky Red ha fatto molto discutere in rete, ma commentando sono tutti d’accordo nel dire che il titolo originale, I Love You Phillip Morris faceva pensare o a una pubblicità occulta o al sequel di Thank You For Smoking.

Il titolo precedente restava più impresso, ma penso che il posizionamento dato al film gli dia le possibilità che merita.

feb
15
2010
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Alice… attraverso la finestra

[UPDATE del 17/2: un articolo di Variety di ieri fa il punto sulla situazione, osservando che i cinema USA, che inizialmente avevano accettato tranquillamente la posizione Disney comprendendo l'esigenza di una maggiore flessibilità, potrebbero a loro volta irrigidirsi a seguito delle reazioni inglesi, italiane e olandesi.]

Mentre finivo il mio post sul 3D tarocco è esploso anche in Italia il caso Disney vs esercenti con al centro Alice in Wonderland (qui un articolo sul problema a livello internazionale).

Si tratta dell’ennesimo, in questo caso penso importante, capitolo di una questione decisiva per il futuro del cinema, che fino ad oggi è quasi sinonimo di film, e della loro distribuzione.

Un breve riepilogo:

- L’oggetto del contendere sono le windows, ovvero quelle finestre temporali che regolamentano (in alcuni paesi per accordi, in altri con vere e proprie leggi) l’uscita di un film prima al cinema e poi in home video e in tutti gli altri canali via via più “poveri”.

- Da una parte ci sono gli esercenti, cioè i gestori dei cinema, che vogliono che le windows siano il più lunghe possibile: se oggi esce un film nuovo è evidente che più tempo passerà prima che arrivi in home video e/o in tv più lo spettatore è incentivato ad andarlo a vedere nei cinema.

- Dall’altra ci sono i distributori, cioè che produce/distribuisce il film al cinema, che iniziano ad essere tentati e/o costretti a ridurre queste windows, soprattutto la prima, perché gli investimenti fatti per lanciare un film sarebbero ottimizzati se si potesse venderlo contestualmente su più canali e perché la pirateria sta sbriciolando l’home video.

Tutte le parti hanno le loro ragioni. I cinema difendono un settore che continuerebbe ad esistere, ma subirebbe comunque una grossa ridimensionata dall’uscita in contemporanea di un film anche su altri supporti home. I distributori vogliono ottimizzare le risorse. Tutti hanno il problema pirateria, che allontana la gente dai cinema, divora l’home video, cresce ogni giorno e finisce, in questo modo, per danneggiare soprattutto la produzione.

Il problema è che alla fine il rischio per chi produce e distribuisce film è che il guadagno ottenuto difendendo le sale cinematografiche venga superato dalla perdita di non poter vendere, subito, i film anche in home video (e su tutti gli altri personal media emergenti), rinunciando così al “pagamento del prezzo del biglietto” dei tanti che finiscono per essere pirati semplicemente perché c’è la domanda (di film, subito disponibili sui personal media), ma manca l’offerta legale degli stessi.

Tutto il settore ha consapevolezza di questo problema (si, c’è ancora chi non crede che internet sia un canale distributivo, ma diciamo che si stanno estinguendo), solo che l’avvicinamento ad un nuovo equilibrio non può avvenire gradualmente e con consapevolezza, ma attraverso momenti di continua e progressiva rottura cui dovremmo abituarci.

Credo infatti che mentre da una parte, nonostante l’evidenza della necessità di reagire all’evoluzione del mercato assecondandone le esigenze, la resistenza al cambiamento sarà estrema, dall’altra il bisogno di guadagnare maggiori gradi di libertà nella gestione della distribuzione di un prodotto che viene trattato tutto allo stesso modo sia ormai imprescindibile.

Il momento per fare questa operazione è propizio e unico perché i film in 3D, almeno finché non avremo i televisori 3D, si vanno a vedere solo al cinema. In questo caso i cinema non hanno bisogno della protezione della window per riempire le sale, perché il prodotto è unico ed irripetibile nella sua esperienza 3D solo in una sala cinematografica, mentre tutto il pubblico che al cinema non andrebbe comunque e per alcun motivo è perso in quanto si sarà sicuramente procurato la copia pirata del film.

E’ quindi inevitabile che i distributori provino ora, con la variabile 3D in gioco, a forzare la mano su una questione che è di vitale importanza per il futuro dell’intero settore.

Dall’altra parte capisco la resistenza dell’esercizio nel creare un precedente che finirebbe per valere, una volta passato, anche per i film non in 3D, e nel dare il via ad un fenomeno che comunque ridurrebbe il peso delle sale sul bilancio finale di un film e metterebbe in crisi, nel tempo, tante strutture, investimenti e posti di lavoro.

La finestra aperta dal 3D, che rende solo palese una cosa che cuor nostro tutti già sappiamo su quanto ci siano film da cinema e film che possono essere visti tranquillamente anche a casa, è però un’opportunità per tutti. Perché continuare a lasciare insoddisfatta una domanda di mercato che vuole alternative al cinema, soprattutto per certi film, significa solo perdere spettatori.

feb
13
2010
0

Open Source Cinema

Via infoservi ho scoperto il progetto Open Source Cinema. Sintetizzato qui da Massimo Menichinelli e partito da questo sito il progetto ha dato origine a un documentario sull’evoluzione del copyright presentato in vari Festival e di cui si trova qui sotto il trailer.

Il film non è acquistabile via internet dall’Italia, anche se qualcosa si può trovare qui e a quanto ho capito in Italia dovrebbe essere approdato, o approdare, su Cult.

Devo dire che più passa il tempo, forse perché invecchio, più mi ritrovo paradossalmente all’opposto di posizioni che avevo qualche anno fa sul tema del rapporto tra user generated content e diritto d’autore.

Il problema è che in questi anni, nonostante alcuni esempi degni di nota (come lo stesso Girl Talk di cui si parla nel film) che a loro volta hanno comunque costruito un proprio modello economico e una personale passione per i mashup dei trailer dei film, di contenuti audio/video generati dagli utenti che valesse la pena di vedere/ascoltare ne ho visti veramente pochi.

Si, la realtà non è solo o bianco o nero, e proprio per questo non è possibile, solo perché crediamo in una nuova era digitale, abbracciarla senza se e senza ma.

video platform
video management
video solutions
free video player

feb
10
2010
0

Sequestrati occhiali 3D e chiusa sala a Livorno

Avatar è un fenomeno di dimensioni tali da attirare attenzioni di ogni genere, comprese quelle di chi più o meno opportunamente ha sollevato il problema degli occhialini 3D non usa e getta. Problema sollevato solo adesso che si inizia a percepire la dimensione economica del fenomeno 3D e non prima, eppure il 3D c’è da più di un anno ormai.

Non voglio qui negare che la cosa vada affrontata con tutte le cautele e la serietà del caso (anche qualche nostro lettore ha sollevato il problema) solo che in un paese in cui ci somministrano mozzarelle alla diossina, confezionano formaggi riciclando latticini scaduti con affogati gli scarafaggi e feci di roditore, fanno il pane con la legna delle bare, l’idea di fondo è che la priorità andrebbe data ad altro.

Ad esempio ieri hanno sequestrato 500 occhiali a al The Space-Medusa di Livorno e chiuso la relativa sala 3D a quanto pare per l’assenza del marchio “Ce” dagli occhialini stessi, come se fosse, effettivamente, il marchio “Ce” a fare la differenza tra una cosa dannosa per la salute e una cosa che non lo è.

Non si tratta di disfattismo, ma di priorità. Avendo dei bambini mi trovo quotidianamente a prestare attenzione ai giocattoli e altre cose che sono vendute a tonnellate nelle nostre strade e 9 su 10 ho la sensazione che tali marchi siano o contraffatti o ci sia qualcosa di poco chiaro sui criteri con cui vengono concessi, perché girano cose di una pericolosità assurda, sicuramente molto più alta degli occhialini Dolby 3D che hanno usato anche i miei figli.

Le forze dell’ordine sono già impegnate in una lotta impari contro questo tipo di fenomeni e ho seri dubbi che siano impiegate al meglio quando costrette a fare queste operazioni. Meglio lasciarle sequestrare un po’ di robaccia per strada.

feb
03
2010
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Lost, in streaming, su internet, legalmente, 24 ore dopo gli USA… in Italia!

[UPDATE: il countdown è scaduto, dopo qualche minuto dall'ora X e un po' di attesa con 00:00:00:00 ho potuto accedere al servizio che era probabilmente sovraccarico. Dopo un po' funzionava tutto bene, peccato che tra le condizioni d'uso ci sia scritto "Se hai WinNT, Win 95, Win 98 Prima Edizione o Mac non potrai fruire dei contenuti" e quindi mi sia fermato prima di buttare 1.99€ e ci sarei cascato perché la preview in streaming funziona... sul perché considero così grave che questi servizi non siano pensati PER TUTTI, utenti Mac compresi prima di altri, tornerò dopo aver guardato un po' di televisione, o magari un VHS. Segue il testo del post originale, carico di entusiasmo ancora una volta deluso]

Si, lo so che molti avranno da ridire e di obiezioni se ne possono sollevare tante, ma io avevo smesso di sperarci. Certo c’è ancora l’incognita “funzionerà?”, però che anche in Italia, finalmente, sia possibile vedere legalmente le puntate delle serie TV in una modalità di questo tipo è innegabilmente un segno che i tempi stanno cambiando.

Di cosa sto parlando? La notizia l’abbiamo data sia su Episode39.it che su ScreenWEEK.it: da questa sera, collegandosi qui, sarà possibile vedere anche online, in streaming, legalmente e a pagamento la sesta stagione di Lost, con gli episodi in inglese e sottotitolati in italiano “trasmessi” solo poche ore dopo la premiere USA e una settimana prima della trasmissione in televisione, che in questo caso avviene su Sky.

Anche se qui l’accento è tutto sulla trasmissione online è importante osservare che Disney prosegue l’esperimento già avviato con Flash Forward di realizzare la quasi contemporaneità tra l’uscita USA e quella italiana delle serie.

Già questa è una grande conquista almeno saremo finalmente allineati al resto del mondo e complimenti a chi, in così poco tempo, doppia le puntate delle serie.

A questo si aggiunge anche la possibilità di vedere in streaming un derivato del prodotto del tutto simile a quello che si può reperire, più o meno con gli stessi tempi e in alcuni casi modi, sul “mercato pirata”, ovvero la puntata in inglese sottotitolato in italiano che arriva quindi online praticamente con gli stessi tempi con cui viene distribuita negli USA attraverso l’iTunes Store e servizi analoghi.

Dopo “solo” tre anni da quando una seria distribuzione online dei contenuti televisivi e cinematografici prendeva vita grazie all’accordo Apple-Disney anche noi in Italia muoviamo un passo in quella direzione.

Certo, rispetto alle aspettative di allora può sembrare poco, ma è invece un segno che i tempi stanno finalmente cambiando.

gen
29
2010
1

Online per la giuria i film del David di Donatello

Fin dal lontano 1994, quando vidi il primo video attraversare l’oceano ed arrivare sulla scrivania del mio computer (era uno spot della Apple) penso al momento in cui anche i film avrebbero potuto essere distribuiti via internet.

Ormai sappiamo tutti bene quanto questo sia una realtà, anche se l’assenza di una degna offerta legale in italiano pesa come un macigno su qualsiasi lamentela contro la pirateria, però nonostante il mio amore per l’innovazione mi suona un po’ strana questa iniziativa comunicata oggi alla giuria del David di Donatello.

Segue il testo di una mail inviata oggi ai membri della giuria.

Oggetto: PRIMA COMUNICAZIONE AI GIURATI

Ill.mo Giurato,

l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello è lieta di
presentarle il *David Movie Delivery System (DMDS)*, un sistema web in
grado di mostrarle tutti i film delle case produttrici che quest’anno
hanno deciso di aderire all’iniziativa.

Si tratta di un sistema _legale, sicuro e non piratabile_. Con il David
Movie Delivery System _potrà guardare tutti i film iscritti al servizio
in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo_: sarà sufficiente
un computer, una connessione ad internet e, ovviamente, le proprie
chiavi d’accesso al sistema.

Ogni film sarà visibile una, due o tre volte a seconda di quanto ha
stabilito la casa di produzione cui il film appartiene.

A breve, la LookAround srl, ideatrice del progetto insieme al David e a
T2web srl, le invierà una mail con istruzioni semplicissime e le sue
personali chiavi di accesso al sistema.

LookAround e T2Web saranno inoltre a disposizione per rispondere alle
vostre domande di natura tecnica e non.

Sicuri di farvi cosa gradita nel modernizzare il Premio e le modalità di
fruizione dei film in concorso, ringraziamo per la collaborazione e
porgiamo cordiali saluti.

Ora sappiamo tutti bene che anche l’Academy ha parecchi problemi a far vedere ai giurati i film destinati agli Oscar e di analogo problema soffre il nostro prestigioso equivalente nazionale.

In teoria qualsiasi mezzo possa facilitare la visione dei film da parte dei membri della giuria dovrebbe essere ben accetto, però resto dell’idea che al nostro cinema più che ad altro (vedi Avatar e i blockbuster americani) farebbe bene che i film venissero visti innanzitutto al cinema.

Si può predicare di vedere i film in sala e poi dire palesemente che il più prestigioso premio italiano viene assegnato da una giuria che potrà fare a meno di mettere piede in sala e vedere i film su internet?

gen
27
2010
0

Avatar, la guerra dei record e Harry Potter in 3D

Avatar, come già detto, porta il cinema nell’era del Cinema 2.0 e anche se dubito che qualcuno batterà realmente questi record nel breve termine i numeri che sta facendo rendono necessario correre ai ripari, per evitare di fare brutta figura con i blockbuster non 3D dei prossimi anni.

Penso sia da leggere in quest’ottica la notizia della conversione al 3D anche degli ultimi capitoli di Harry Potter (e i Doni della Morte 1 e 2) e basta farsi due conti, anche solo sull’Italia, per capire il perché.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue ha incassato nel nostro paese poco più di 18.300.0000 Euro, portando al cinema quasi 3 milioni di persone, da cui discendo un prezzo medio del biglietto di 6,13 Euro.

Se gli stessi 3 milioni di persone avessero pagato il prezzo medio del biglietto di Avatar, ad oggi 8,44 Euro, l’incasso finale del film sarebbe stato di oltre 25.000.000 di Euro.

Dato che da quel che si legge convertire un film come Harry Potter in 3D costa 5 milioni di $ ecco lì che solo con il differenziale potenziale di incasso dell’Italia l’operazione è già più che conveniente, anche perché il parco sale 3D è in continua crescita e quindi, teoricamente, sono in aumento le situazioni in cui il film potrà essere proiettato in 3D e quindi il prezzo medio è destinato a crescere ancora, visto che ad esempio per L’Era Glaciale 3, solo pochi mesi fa ma con la metà circa delle sale 3D di adesso, è stato di 7,32 Euro.

Bisognerà però vedere quanto pubblico sceglierà effettivamente di preferire la visione in 3D di un film che non ha le caratteristiche di Avatar e di altri titoli concepiti per il 3D, ma a cui la terza dimensione è stata aggiunta in post-produzione, oppure opterà con maggiore serenità per la visione tradizionale.

Il rischio è di trovarsi di fronte a due tre anni in cui non sarà facile distinguere tra film nati e concepiti in 3D e film proposti in 3D solo per ragioni di box office, una strada che rappresenta un’opportunità, ma anche un rischio per il neonato formato e la sua capacità di dimostrare quanto sembra perfettamente riuscito a fare con Avatar, cioè che il 3D è effettivamente un’esperienza a valore aggiunto.

PS: sul record di Avatar leggi anche questo post.

gen
27
2010
0

Scaricate una copia digitale di Terminator Salvation Gratis… non in Italia

Schermata 2010-01-27 a 14.16.02.png

Trovo questo titolo Geek Deal: Download A Digital Copy of Terminator Salvation for FREE su /Film e seguo contento istruzioni e link verso CinemaNow, peccato che ad accogliermi ci sia il solito triste messaggio “This movie store is currently unavailable outside the United States.”

Con l’occasione scopro però con sorpresa che CinemaNow ha anche un sito internazionale verso cui mi dirigo speranzoso, solo per scoprire che i titoli che si possono comprare vanno da Kinky Pleasures a Naked Sins passando per Forbidden Temptations.

Certo non ho consultato tutto il catalogo a disposizione dell’international, ma l’offerta continua ad essere cosa ben triste se paragonata a quello che si può trovare sul mercato americano.

Scritto da Davide in Cinema, Distribuzione