feb
08
2010
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Il miglior/peggior Super Bowl e i trailer dei film

Il miglior/peggior Super Bowl e i trailer dei film

Quello di ieri è stato il miglior Super Bowl degli ultimi 23 anni per gli indici di ascolto ma a quanto pare anche il peggiore per la qualità degli spot trasmessi, tanto da far commentare a Nikki Finke che “Madison Avenue has grown as uncreative as Hollywood”, non come ai tempi di Mad Men.

Meno numerosi che in altre edizioni, ma comunque importanti, i trailer dei blockbuster dei prossimi mesi tra cui Alice in Wonderland, Prince of Persia, Robin Hood, Wolfman, Shutter Island, L’ultimo dominatore dell’aria e Piacere sono un po’ incinta, a voi quale è piaciuto di più?

Sinceramente a me è mancato un trailer per il prossimo Iron Man 2 per fortuna che possiamo consolarci con il video della bellissima Shoot to Thrill.

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Scritto da Davide in Cinema, Immagini, Internet
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feb
05
2010
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The house of the Devil – cercasi babysitter

The house of the Devil – cercasi babysitter

The House of the Devil è partito lo scorso anno con discrete aspettative da parte dei tecnici ma il risultato in sala è stato abbastanza deludente.
Il film di Ti West ha pagato forse la distribuzione limitata ma evidentemente i distributori (la Dark Sky Films) credono ancora in questo film perchè l’uscita in DVD regala delle belle sorprese.

babysitter-cercasi

La storia è un classico degli anni ‘80. La giovane studentessa vorrebbe guadagnare qualcosa come babysitter, risponde all’apposito annuncio sul giornale (unico metodo esistente in quegli anni) e si presenta in una casa decisamente misteriosa.
Qui scopre che l’anziana coppia che vi abita non ha figli ma vorrebbe che lei rimanesse ugualmente.
La ragazza accetta ed inevitabilmente finirà in un mare di orrorifici guai.

Vi ho tracciato una linea base della trama perchè su questo si basa la doppia idea messa in piedi per il lancio del film in versione home video.
Il primo passo è strettamente legato al periodo storico in cui il film è ambientato.
Siamo negli anni ‘80 e così la prima sorpresa è che The House of the Devil uscirà anche in VHS.
La produzione ha prima inviato una copia in VHS del film ad alcuni blogger e poi ufficializzato l’uscita anche su un supporto decisamente superato.
Ed il giochino non finisce qui visto che quelli di Dread Central hanno approfittato dell’idea e (naturalmente in collaborazione con Dark Sky) organizzato un contest in cui c’è in palio il VHS del film, il Blue-ray dello stesso e naturalmente (qui sta la sorpresa) anche un lettore Combo in grado di leggere entrambi.
Evidente che si è partiti dall’idea: benissimo la copia in VHS… ma come faccio a guardarla che il mio videoregistratore è deceduto tre anni fa?

Seconda parte dell’idea, questa legata più direttamente al film.
Se date uno sguardo al trailer qui sotto vi accorgerete che ad un tratto compare un annuncio per la ricerca di una babysitter (assunto di partenza del film).
Ora se confrontate quell’immagine con la foto qui sopra vi accorgerete della somiglianza.

La foto in questione è apparsa su alcuni quotidiani americani, ammantata da una serie di dubbi.
Non è chiaro dove la foto sia stata scattata, nè da chi.
Sembra invece confermato che componendo il numero indicato risponda un confuso messaggio registrato.
Insomma un bel mistero che serve (ma manca la conferma ufficiale) a lanciare l’uscita del DVD negli States.

Che ne dite?
Una campagna di marketing curiosa e innovativa o il disperato tentativo di recuperare qualcosa dall’home video?

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Scritto da Gabriele Farina in Cinema, Marketing
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feb
03
2010
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La Blogosfera Italiana

La Blogosfera Italiana
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Sembra la giornata dei ricordi e, soprattutto dei tre anni. Come per il post sullo streaming di Lost, infatti, sono passati tre anni da quando (mi) trovai (in) questa rappresentazione della Blogosfera.

Oggi ne ho trovato davvero una più bella e sofisticata e sul blog di Vincos ne trovata anche la spiegazione.

Grazie a Closr.it è poi possibile anche zoommare nell’immagine e trovare, ad esempio, ScreenWEEK.it o altri blog che trattano lo stesso argomento o si linkano fra di loro.

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feb
03
2010
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Lost, in streaming, su internet, legalmente, 24 ore dopo gli USA… in Italia!

Lost, in streaming, su internet, legalmente, 24 ore dopo gli USA… in Italia!

[UPDATE: il countdown è scaduto, dopo 40 minuti circa di 00:00:00:00 ho potuto accedere al servizio che al momento di richiedere l'acquisto dava errore. Dopo un'altra 10na di minuti funzionava, peccato che tra le condizioni d'uso ci sia scritto "Se hai WinNT, Win 95, Win 98 Prima Edizione o Mac non potrai fruire dei contenuti" e quindi mi sia fermato prima di buttare 1.99€ e ci sarei cascato perché la preview in streaming funziona... sul perché considero così grave che questi servizi non siano pensati PER TUTTI, utenti Mac compresi prima di altri, tornerò dopo aver guardato un po' di televisione, o magari un VHS. Segue il testo del post originale, carico di entusiasmo ancora una volta deluso]

Si, lo so che molti avranno da ridire e di obiezioni se ne possono sollevare tante, ma io avevo smesso di sperarci. Certo c’è ancora l’incognita “funzionerà?”, però che anche in Italia, finalmente, sia possibile vedere legalmente le puntate delle serie TV in una modalità di questo tipo è innegabilmente un segno che i tempi stanno cambiando.

Di cosa sto parlando? La notizia l’abbiamo data sia su Episode39.it che su ScreenWEEK.it: da questa sera, collegandosi qui, sarà possibile vedere anche online, in streaming, legalmente e a pagamento la sesta stagione di Lost, con gli episodi in inglese e sottotitolati in italiano “trasmessi” solo poche ore dopo la premiere USA e una settimana prima della trasmissione in televisione, che in questo caso avviene su Sky.

Anche se qui l’accento è tutto sulla trasmissione online è importante osservare che Disney prosegue l’esperimento già avviato con Flash Forward di realizzare la quasi contemporaneità tra l’uscita USA e quella italiana delle serie.

Già questa è una grande conquista almeno saremo finalmente allineati al resto del mondo e complimenti a chi, in così poco tempo, doppia le puntate delle serie.

A questo si aggiunge anche la possibilità di vedere in streaming un derivato del prodotto del tutto simile a quello che si può reperire, più o meno con gli stessi tempi e in alcuni casi modi, sul “mercato pirata”, ovvero la puntata in inglese sottotitolato in italiano che arriva quindi online praticamente con gli stessi tempi con cui viene distribuita negli USA attraverso l’iTunes Store e servizi analoghi.

Dopo “solo” tre anni da quando una seria distribuzione online dei contenuti televisivi e cinematografici prendeva vita grazie all’accordo Apple-Disney anche noi in Italia muoviamo un passo in quella direzione.

Certo, rispetto alle aspettative di allora può sembrare poco, ma è invece un segno che i tempi stanno finalmente cambiando.

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feb
02
2010
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The Book of Eli… no Jobs

The Book of Eli… no Jobs

The Ecomist - Steve Jobs.jpg

L’Economist, in un numero che contiene anche un interessante speciale dedicato ai social network, dedica la sua copertina a Steve Jobs (qui una raccolta di altre copertine a lui dedicate).

Con il lancio del già famoso iPad continuano i confronti biblici che vedono protagonista il fondatore della Apple. Le tante aspettative legate a questo prodotto, che è stato forse il più anticipato e quindi il meno sorprendente della Apple, giustificano un po’ di ironia, anche se nonostante le condivisibili obiezioni resto convinto che l’iPad sarà l’ennesima rivoluzione.

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Scritto da Davide in Digitale, Editoria, Internet
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gen
29
2010
1

Online per la giuria i film del David di Donatello

Online per la giuria i film del David di Donatello

Fin dal lontano 1994, quando vidi il primo video attraversare l’oceano ed arrivare sulla scrivania del mio computer (era uno spot della Apple) penso al momento in cui anche i film avrebbero potuto essere distribuiti via internet.

Ormai sappiamo tutti bene quanto questo sia una realtà, anche se l’assenza di una degna offerta legale in italiano pesa come un macigno su qualsiasi lamentela contro la pirateria, però nonostante il mio amore per l’innovazione mi suona un po’ strana questa iniziativa comunicata oggi alla giuria del David di Donatello.

Segue il testo di una mail inviata oggi ai membri della giuria.

Oggetto: PRIMA COMUNICAZIONE AI GIURATI

Ill.mo Giurato,

l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello è lieta di
presentarle il *David Movie Delivery System (DMDS)*, un sistema web in
grado di mostrarle tutti i film delle case produttrici che quest’anno
hanno deciso di aderire all’iniziativa.

Si tratta di un sistema _legale, sicuro e non piratabile_. Con il David
Movie Delivery System _potrà guardare tutti i film iscritti al servizio
in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo_: sarà sufficiente
un computer, una connessione ad internet e, ovviamente, le proprie
chiavi d’accesso al sistema.

Ogni film sarà visibile una, due o tre volte a seconda di quanto ha
stabilito la casa di produzione cui il film appartiene.

A breve, la LookAround srl, ideatrice del progetto insieme al David e a
T2web srl, le invierà una mail con istruzioni semplicissime e le sue
personali chiavi di accesso al sistema.

LookAround e T2Web saranno inoltre a disposizione per rispondere alle
vostre domande di natura tecnica e non.

Sicuri di farvi cosa gradita nel modernizzare il Premio e le modalità di
fruizione dei film in concorso, ringraziamo per la collaborazione e
porgiamo cordiali saluti.

Ora sappiamo tutti bene che anche l’Academy ha parecchi problemi a far vedere ai giurati i film destinati agli Oscar e di analogo problema soffre il nostro prestigioso equivalente nazionale.

In teoria qualsiasi mezzo possa facilitare la visione dei film da parte dei membri della giuria dovrebbe essere ben accetto, però resto dell’idea che al nostro cinema più che ad altro (vedi Avatar e i blockbuster americani) farebbe bene che i film venissero visti innanzitutto al cinema.

Si può predicare di vedere i film in sala e poi dire palesemente che il più prestigioso premio italiano viene assegnato da una giuria che potrà fare a meno di mettere piede in sala e vedere i film su internet?

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gen
29
2010
5

Il luogo di mezzo di amabili resti

Il luogo di mezzo di amabili resti

Amabili resti è in arrivo, il film di Peter Jackson è tra gli eventi più attesi di questo inizio di 2010 e personalmente sono molto incuriosito dal mondo che il buon Jackson ha creato, una sorta di limbo, di terra di mezzo in cui la bambina protagonista è bloccata e da dove cerca di aiutare la sua famiglia rimasta a piangerla sulla terra.

Daccordo il soggetto non è dei più allegri e prevedo fiumi di lacrime in sala.
Ma torniamo alla terra di mezzo di Jackson, un luogo che le immagini ci mostrano luminoso e pieno di colori.

E come poteva il marketing di Amabili resti lasciarsi sfuggire l’occasione di sfruttare questo luogo così misterioso?
Infatti è online un sito parallelo al sito ufficiale dedicato completamente al luogo di mezzo.
Il luogo di mezzo (il sito intendo) è una finestra su questo limbo… anzi sono quattro finestre.
Andiamo con ordine.

Il sito si apre con una elegante e rilassante presentazione in flash che ha lo scopo di introdurre il visitatore in questo mondo da sogno (più o meno) e di guidarlo con veloci indicazioni all’utilizzo del sito.

A fine presentazione ci si trova in una pagina con un’immagine promozionale del film tutta pixellata.
Ad ogni pixel corrisponde una foto che ogni utente può inviare.

In pratica il gioco è questo: inviateci una foto di come vorreste che fosse il vostro luogo di mezzo.
Immagini del nostro quotidiano, luoghi da sogno che abbiamo visitato (o che vorremmo visitare), le foto della nostra famiglia, quelle di un film che amiamo, c’è spazio per tutto.

Scorrendo col mouse sull’immagine è possibile vedere le anteprime delle foto già caricate , poi cliccando su una foto questa si ingrandisce, si può girare e sul retro c’è il nome di chi l’ha inviata.

In alto c’è un veloce menù che offre prima di tutto altri tre sfondi su cui caricare le foto.

Scopo del gioco (promozione a parte) è quello di realizzare un enorme collage con le immagini degli utenti, un insieme di foto che rappresentino il sogno dell’aldilà (anzi del quasi aldilà) per ciascuno di noi.

Mentre mi trovavo ho ovviamente provato a caricare una mia foto per entrare nel luogo di mezzo.
Nel menù in alto c’è il tastino “posta una foto” che apre una finestra.
Le foto si possono caricare dal nostro account Facebook (ovviamente!), da quello Flickr (che vi riconosce anche i credits con un messaggio sul retro della foto) o direttamente dal vostro computer.
Peccato però che non si possa scegliere in quale pixel dell’immagine caricare la propria foto… e a dire il vero nemmeno in quale delle quattro immagini.

Per i più distratti è anche possibile inserire la propria mail in modo da farsi inviare automaticamente il link alla propria foto. Altrimenti in quella schiera di pixel può essere un problema ritrovarla.

L’operazione è semplice ma molto poco personalizzata. Rimane la soddisfazione di vedere una propria foto nel sito. Sul retro della foto c’è anche uno spazio bianco modello cartolina dove in teoria è possibile scrivere un proprio pensiero, un messaggio, una spiegazione del perchè abbiamo postato quella foto e non un’altra. Solo che io non sono riuscito a scoprire come si faccia, che non sia possibile per la versione italiana?

Il giochino non finisce qui.
Se andate su una foto (vostra o di altri) è anche possibile (di nuovo direi ovviamente) condividere la foto in rete inviandola ad un vostro amico o pubblicandola sul vostro Twitter o Facebook.

Il sito è molto semplice ed immediato, le operazioni per caricare foto e condividerle estremamente intuitive, il risultato finale decisamente affascinante.
Insomma se volete entrare nel Luogo di mezzo, o meglio se volete mostrare al mondo come dovrebbe essere il vostro luogo di mezzo ideale non vi rimane che andare sul sito e caricare la vostra foto.

E poi magari passate di qui a dirci dov’è la foto che avete caricato e perchè l’avete inserita.

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gen
27
2010
0

Apple presenta l’iPad

Apple presenta l’iPad
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“Last time there was this much excitement about a tablet, it had some commandments written on it”

- The Wall Street Journal

Finalmente Steve Jobs ha presentato l’iPad, il più anticipato prodotto della storia Apple (basta la citazione qui sopra per capire di cosa si tratta) e per quanto prevedibilissimo nell’essere un iPhone XXL (o un iPhone per i Na’vi di Avatar, per riprendere la battuta che mi è venuta in mente pensando alle discussioni sulle dimensioni delle armi) è una rivoluzione.

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Colmare il divario tra un iPhone e un portatile può sembrare a tutti, col senno del poi, una cosa banale ma è un bisogno che tutti sentiamo ormai da anni (qualcosa di più grande di uno smartphone, ma più piccolo di un portatile) e Apple riempie questo vuoto prendendo il meglio dei suoi prodotti, soprattutto grazie ad un sistema oeprativo che ha fatto la fortuna del suo telefono e sembra portare anche software d’uso quotidiano, come i fogli di calcolo, ad un nuovo livello di usabilità.

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Ideale per navigare, leggere, sfogliare e, ovviamente, guardare film eccolo qui, come è stato per l’iPhone si capisce già che le funzioni d’uso che si inventeranno una volta che l’avremo in mano sono più di quanto possiamo immaginare.

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Tutte le info sono qui, ncora una volta chi lo capisce bene, chi non lo capisce… peggio per lui!

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Scritto da Davide in Generale
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gen
27
2010
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Avatar, la guerra dei record e Harry Potter in 3D

Avatar, la guerra dei record e Harry Potter in 3D

Avatar, come già detto, porta il cinema nell’era del Cinema 2.0 e anche se dubito che qualcuno batterà realmente questi record nel breve termine i numeri che sta facendo rendono necessario correre ai ripari, per evitare di fare brutta figura con i blockbuster non 3D dei prossimi anni.

Penso sia da leggere in quest’ottica la notizia della conversione al 3D anche degli ultimi capitoli di Harry Potter (e i Doni della Morte 1 e 2) e basta farsi due conti, anche solo sull’Italia, per capire il perché.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue ha incassato nel nostro paese poco più di 18.300.0000 Euro, portando al cinema quasi 3 milioni di persone, da cui discendo un prezzo medio del biglietto di 6,13 Euro.

Se gli stessi 3 milioni di persone avessero pagato il prezzo medio del biglietto di Avatar, ad oggi 8,44 Euro, l’incasso finale del film sarebbe stato di oltre 25.000.000 di Euro.

Dato che da quel che si legge convertire un film come Harry Potter in 3D costa 5 milioni di $ ecco lì che solo con il differenziale potenziale di incasso dell’Italia l’operazione è già più che conveniente, anche perché il parco sale 3D è in continua crescita e quindi, teoricamente, sono in aumento le situazioni in cui il film potrà essere proiettato in 3D e quindi il prezzo medio è destinato a crescere ancora, visto che ad esempio per L’Era Glaciale 3, solo pochi mesi fa ma con la metà circa delle sale 3D di adesso, è stato di 7,32 Euro.

Bisognerà però vedere quanto pubblico sceglierà effettivamente di preferire la visione in 3D di un film che non ha le caratteristiche di Avatar e di altri titoli concepiti per il 3D, ma a cui la terza dimensione è stata aggiunta in post-produzione, oppure opterà con maggiore serenità per la visione tradizionale.

Il rischio è di trovarsi di fronte a due tre anni in cui non sarà facile distinguere tra film nati e concepiti in 3D e film proposti in 3D solo per ragioni di box office, una strada che rappresenta un’opportunità, ma anche un rischio per il neonato formato e la sua capacità di dimostrare quanto sembra perfettamente riuscito a fare con Avatar, cioè che il 3D è effettivamente un’esperienza a valore aggiunto.

PS: sul record di Avatar leggi anche questo post.

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gen
27
2010
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Scaricate una copia digitale di Terminator Salvation Gratis… non in Italia

Scaricate una copia digitale di Terminator Salvation Gratis… non in Italia
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Trovo questo titolo Geek Deal: Download A Digital Copy of Terminator Salvation for FREE su /Film e seguo contento istruzioni e link verso CinemaNow, peccato che ad accogliermi ci sia il solito triste messaggio “This movie store is currently unavailable outside the United States.”

Con l’occasione scopro però con sorpresa che CinemaNow ha anche un sito internazionale verso cui mi dirigo speranzoso, solo per scoprire che i titoli che si possono comprare vanno da Kinky Pleasures a Naked Sins passando per Forbidden Temptations.

Certo non ho consultato tutto il catalogo a disposizione dell’international, ma l’offerta continua ad essere cosa ben triste se paragonata a quello che si può trovare sul mercato americano.

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Scritto da Davide in Cinema, Distribuzione